Carlo Scarpa e la tomba monumentale Brion a San Vito di Altivole

Il complesso funebre tombale monumentale 'Brion'

Con architettura unica, a San Vito di Altivole, fu commissionato all'architetto-designer Carlo Scarpa da Onorina Brion Tomasin in memoria dell'amato coniuge Giuseppe Brion, prematuramente scomparso.
L'industriale era nato nel piccolo paese trevigiano ed è notissimo per il marchio Brionvega, faro del design Made in Italy per l'industria degli apparecchi radiofonici e televisivi degli anni '60 e '70. Vi collaborarono infatti i maggiori designers dell'epoca, quali Marco Zanuso, Achille Castiglioni, Ettore SottSass, Sergio Asti, Rodolfo Bonetto e molti altri.

Obbligatoria una fermata a Montebelluna per dedicarsi allo shopping ma soprattutto all’assaggio delle Angeliche, originali dolcetti particolarmente friabili e profumati a base di nocciola.
Nel 1877 il giovane bassanese Bortolo Bernardi apre a Montebelluna, insieme alla moglie Caterina Tasca, figlia del proprietario della omonima pasticceria di Bassano dove aveva imparato il mestiere, la Pasticceria Bernardi, o meglio, Offelleria Bernardi, come venivano chiamate le pasticcerie nell’ottocento.
Il nipote Bruno, in laboratorio, confrontando e provando alcune ricette e cercando di risolvere alcune intuizioni, riuscì a produrre una specialità dolciaria, qualcosa di molto buono, friabilissimo, profumato al punto giusto. La moglie Alba, entusiasta del prodotto del tutto nuovo, ne intuì il nome e preparò il disegno per la nuova confezione. Sono nate così, alla fine degli anni 80, le Angeliche, deliziosi pasticcini, prodotti di punta e vanto della Offelleria Bernardi e degne di un brevetto nazionale. 
#ladolcezzadellatradizione #specialità #biscotti

Cimitero Britannico di Giavera del Montello

Proseguiamo la visita verso il Cimitero Britannico di Giavera del Montello, che accoglie le tombe di 417 soldati del Commonwealth morti in questa zona durante la Prima Guerra Mondiale. Nel 1918 infatti proprio a Giavera, settore tenuto dagli inglesi, Vi fu una violenta offensiva da parte delle truppe austriache che costò la vita a molti soldati.
Questo luogo santo è caratterizzato da uno stretto legame con l'ambiente circostante, assumendo le sembianze di un curatissimo giardino. Ci sono 417 steli marmoree, che come in tutti i cimiteri britannici sono tutte di uguale forma e dimensione e recano inciso generalità del defunto, l'età al momento del decesso e il ruolo nell'esercito. In certi casi sono presenti anche frasi, stemmi di divisione e simboli relativi all'appartenenza religiosa.

Abbazia di Sant'Eustachi

Continuiamo il viaggio e visitiamo a Nervesa della Battaglia l'Abbazia di Sant'Eustachi. Era un monastero benedettino soppresso nel Cinquecento. I resti sorgono sulle pendici del Montello, nel comune di Nervesa della Battaglia. 
La quiete del bosco e la favorevole coniugazione degli elementi naturali, avevano fatto del Montello e del suo sito monastico un luogo di meditazione e di ispirazione che attirava religiosi e letterati; fu proprio a cavallo tra il 1553 ed il 1555 che si stabilì Monsignor Giovanni della Casa, e proprio qui vi trovò ispirazione per la stesura del suo Galateo, un manoscritto che racchiudeva le regole di costumatezza e buona creanza, ispirandosi all’ordine superiore del bosco e ricomponendo così il contrasto tra il quotidiano e l’ideale.
L’Abbazia è ora un importante centro polifunzionale, che ospita rassegne dedicate alla storia e alla cultura del territorio, concorsi di fotografia, serate di cinema, presentazioni di libri, viaggi mistici e spirituali tra pratiche di yoga, concerti di gong e massaggi sonori vibrazionali con campane tibetane.
Recuperato dopo anni di abbandono grazie al generoso intervento di Ermenegildo Giusti, proprietario della Giusti Wine, l’affascinante edificio ormai millenario (la fondazione risale al 1062) è diventato un simbolo nelle settimane di lockdown: illuminata di notte dai colori della bandiera italiana, seppur chiusa al pubblico l’Abbazia è stata un importante punto di riferimento per la comunità locale.

Ingresso libero e gratuito.
Orari d’apertura: sabato e domenica 10.00 – 13.00 / 15.00 – 20.00. Accesso pedonale da via Collalto 1; in auto per ospiti con motricità ridotta ed ulteriori esigenze di parcheggio (posti limitati). 
Info per la Reception: Per maggiori informazioni tel. 0422.1836285 - 320/2696169 e email info@abbaziasanteustachio.com

Sacrario militare di Nervesa della Battaglia 

Nelle immediate vicinanze dell'Abbazia si trova il Sacrario del Montello, monumento dedicato ai caduti della prima guerra mondiale.
Il Sacrario militare di Nervesa della Battaglia è uno dei tanti esempi di commemorazione dei caduti della Grande Guerra sorti durante il fascismo. Come altri monumenti funebri simili (tra tutti il Sacrario di Redipuglia, quello del Monte Grappa e di Asiago), anche questo si contraddistingue per le dimensioni notevoli e l'architettura razionale. Si tratta infatti di una torre di 25 metri che si appoggia su un basamento di cemento armato, ben visibile anche da lontano in quanto è stata costruita sul Colesel delle Zorle (a 166 metri s.l.m.). Il progetto fu dell'architetto romano Felice Nori mentre i lavori furono eseguiti dall'impresa Pravato di Thiene i quali impiegarono tre anni (1932-1935) per la sua costruzione. Il Sacrario però fu ufficialmente inaugurato il 19 giugno 1938 (come quello di Fagarè della Battaglia) in occasione del ventennale della Battaglia del Solstizio.
Per entrare è necessario superare la grande scalinata dove sono stati collocati alcuni pezzi di artiglieria risalenti alla Grande Guerra. All'ingresso si trovano da subito le prime due stanze che compongono il sacrario vero e proprio, con la sistemazione dei 6.099 loculi più alcune grandi tombe collettive in cui sono stati riposti i resti dei corpi non identificati (3.226). Le tombe dei soldati sono disposte lungo i muri, su sei righe, e chiusi da delle lastre di marmo perlato di Chiampo. Le fosse comuni, sempre di marmo, sono invece accompagnate da alcune poetiche frasi di Gabriele d'Annunzio e dello scrittore Carlo Moretti di Conegliano. Qui vicino è anche visibile un altare in marmo nero del Carso. Tramite delle grandi scale si giunge al terzo piano dove si possono ammirare alcune teche in cui sono stati esposti alcuni oggetti ritrovati durante i lavori di scavo delle fondamenta. La ditta di Thiene infatti scoprì oltre 250 granate inesplose e un camminamento pieno di scarponi, cartucce, maschere antigas ed altri oggetti in dotazione all'esercito.
Giunti all'ultimo piano è possibile uscire attraverso le balconate ed ammirare il panorama circostante. In particolare è visibile il corso del Piave che, nel 1918, fu trasformato in un gigantesco campo di battaglia. 
#itinerarigrandeguerra

Dettagli per Reception: 
INFORMAZIONI: Via Ossario I-31040 Nervesa della Battaglia (TV)  Orari dal martedì al sabato: 09.00-17.00
PER MAGGIORI INFORMAZIONI: Comune di Nervesa della Battaglia Piazza del Piave, 1 I-31040 Nervesa della Battaglia (TV)
Tel. 0422 8863 segreteria@comune.nervesa.tv.it


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